venerdì 5 novembre 2010

Giornalista, redattore, specialista

L’editore 2.0 secondo Banzai (qui la presentazione in occasione dello Iab Forum, qui le slide) – terzo operatore internet in Italia – è un "producer": non generatore di contenuti, ma organizzatore di quelli già esistenti. La costruzione del senso diventa reintermediazione e gestione del processo di emissione.
Rivoluzione anche terminologica. Nella redazione 2.0 non ci sono “giornalisti”, ma “redattori”, domani saranno “specialisti”. E nel tempo aumenterà sensibilmente il ruolo di chi si occupa della tecnologia.


Nomi e percentuali nuovi, che indicano lavori diversi rispetto agli attuali.
Un processo in corso che evidentemente non può essere sostitutivo, piuttosto sarà integrativo.
Editori tradizionali – rivisti e corretti – conviveranno con le nuove figure, evolvendo verso un orizzonte multipiattaforma non solo per device tecnologici, ma pure per generatori/organizzatori di contenuto. Perché la sopravvivenza dei primi è garanzia di successo per i secondi.

1 commento:

  1. Dietro tante parolone, la stessa cosa che ha fatto la Fiat negli anni Ottanta con l'operaio massa: prima ne ha inglobato l'intelligenza alla catena di montaggio, poi l'ha sbattuto fuori sventolandogli davanti il miraggio del lavoro autonomo, infine ne ha re-inglobato il lavoro lasciandogli però rischi e costi sul groppone. Marx l'aveva intuito nel "Frammento sulle macchine".
    Chissà se anche gli editori 2.0 pretenderanno di essere tenuti in vita dalle sovvenzioni statali (=della collettività)

    RispondiElimina